Motto


"Chi scende, non sale; chi sale, non zucchero; chi scende, zucchero".



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domenica 18 dicembre 2016

DE BIMBOMNKIBUS (-2-) XY ANNI E NON SENTIRLI

[Narratore: omodiegetico.
Focalizzazione: interna.
Tecnica narrativa: monologo interiore complesso, con effetti di straniamento.
Opzioni linguistiche: la mentalità bimbominkia è resa con un linguaggio normalizzato, scevro da volgarità ed abbreviazioni per una migliore comprensione del contenuto della storia. In tal modo l'autore non regredisce del tutto al livello del narratore. La qual cosa potrà certo peccare sul versante veristico, ma conferisce al dettato un'aria deliziosamente ucronica. ]

Non manca molto, arriveranno. Ma sì, ma sì, adesso ti rispondo, 'sto jingle di whatsapp... E' andata bene fin qui, andrà anche meglio. Non è importante. Però che emozione, se solo sei anni fa uscivo dal Liceo, cioè quella specie di Liceo di sfigati, dopo quello di prima, poi, e adesso eccomi qui. Sì, arrivo. Ti rispondo dopo, ma ti rispondo. Poi usciremo insieme, ci sei anche tu, come ci siete tutti. I soci di una vita. Anche quelli che non sentivo da un pezzo. Adesso tutti qui, un iperparty che Orange County levati. 
Non era stato male, là all'estero. Sì, voglio dire, ci vuole un'esperienza di quel tipo: lo diceva anche il vecchio mentre firmavo per la carta di credito, guarda che ti apre la mente, mica quelle quattro cretinate che ti hanno spiegato a scuola quelli là, ma figurati se dovevo perdere tempo a leggere le poesie, che poi al 70% è roba che non interessa a nessuno. 
Diranno che sto bene così vestito. 
Sì, già all'aeroporto era tutto dinamico, finalmente solo a pensare a me stesso e arrangiarmi. Che poi ricordarsi la conversione in euro, vabbe', bastava tenere il conto. Tremila al mese di plafond. Ricordarsi quello.
Però che bello l'appartamento. Non c'era praticamente niente, ma tanto mi serviva per dormirci, poi era tutta vita sociale e cercarsi il lavoro, il MIO lavoro.
Che poi, imparavo un po' l'inglese, no? Si va là per quello. Tanto a scuola non facevo niente. Insomma, le cose si imparano nella vita reale, quelle sui libri sono morte. Anche l'inglese delle regole di grammatica è morto, come il latino. Se avessero fatto qualcosa di più nuovo, di più interessante, tipo... insomma i film, ecco. Tutti i film in lingua originale e poi parlarne in classe tutti in inglese, vedi come le impari le regole. 
Invece studia.
Come se i libri contenessero la Verità. Di gente che fa le vacanze di tre mesi. Non come faccio io che sto a sgobbo adesso.
Anche là sgobbavo, è vero. Quando mi chiedevano di stare su dalle 13 alle 18, oh, io non mi ribellavo, anche se a fargli capire che fino alle 19 era troppo, e arricciava il naso, ma mollami zio. Sì, era un po' una palla girare per i tavoli con quella gente che parlava tutta veloce, ma dovevo pur cominciare da qualche parte (a parte gli indiani che boh, sarà stato inglese?). Certo, poi qualche volta capivo trenta invece di tredici, ma anche il capo sempre a prendersela, fai su i soldi dando alla gente il pesce fritto, non muori di fame anche se io sbaglio il resto. Solo che si irritava se alle 17.45 cominciavo a guardare l'orologio. Ma ero lì anche per fare vita sociale, va bene a sgobbo, ma i regali per quando tornavo non li compravo mica alle 10 del mattino. 
Fai i conti, brutto bestione.
Se esco dalla tua tana alle 18, metro, casa, doccia, dire all'altro che se esce, esco, apericena all'inglese, giro, locali, foto, ballo, foto, ne troviamo un paio e me le porto, foto, dormo (insomma, dormirei), sveglio, selfie, colazione, saluto, selfie, colazione, altro saluto, doccia, chat, instagram, non è mica già finita la mattina? 
I regali dalle 19 alle 20. Entro i tremila ci resto. Poi le mance e quei quattro soldi del bar, ma sì, la smetteranno di dire che non so organizzarmi. Vorrei vedere qui quelli della mia classe, che studiavano. I bei voti, ma poi? Università, disoccupati. Perché non si vengono a fare un po' di vita vera qui come me? 
Lo pensavo mentre mandavo giù quello. Vedi qui che la gente gira con le magliette di Emergency e nessuno gli dà dei comunisti? Più giustizia nel mondo, gridava il mio socio, anzi una bella foto con quei due lì e la loro amica dei campi profughi, guarda, quelle 5 sterline che mi avanzavano dalle sigarette gliele ho proprio date volentieri. Di cuore. Ha ragione Papa Francesco, troppe ingiustizie. Lo vedo anch'io, fannulloni che ciucciano i vecchi dalla mattina alla sera. No, il mondo non va proprio bene. Vi porto io dalla la gente che sta male.
Devo vedere il Tibet, poveretti. Ma ce la farò. Dopo. Adesso arriveranno.
Poi però, quant'era? Due mesi? Tipo, sì, insomma anche basta lavorare per non mettere via niente. E quelle tre parole di inglese, imparate quelle anche basta. 
Mancavo ai miei vecchi, vero?
Via da casa, perduto nel niente, una noia a stare in mezzo a gente che un po' capivi e un po' no. E diciamocelo, vivere per lavorare, insomma... io non so quelli che dicono che sono partiti da zero... ma zero coooosa? Io ho fatto DUE mesi e niente... Ma va', sono tutte storie: quella è fatica sprecata, lo sfigato nasce sfigato e ci resta.   
Adesso invece imparo il mestiere. Bello che poi non rischio il licenziamento e sono più sereno, in effetti. Il vecchio mi ha messo là all'ufficio spedizioni, basta stampare e poi fa tutto il computer. Dico, per i tre calcoli che bisogna fare, e quella là che mi diceva dei seni, dei coseni, delle funzioni. Se ho due mele, dammene ancora tre e sono cinque. E piantala.
Come quella volta con la X5: se ho fatto 600 km con un pieno, e il pieno è di 85 litri, ecco il costo. Consuma, però. Ma non hai bisogno dei seni, insomma. E poi il pieno lo fa il vecchio. Perché se no non riesco a sbocciare col Krug al sabato in disco. 
E' orgoglioso di me perché lavoro. Sotto padrone va bene, ma fino a un certo punto. Uno che non ti conosce, magari sbagli e ti caccia senza lasciarti spiegare. Col vecchio ci si capisce, sono io insomma, anche lui che figura ci farebbe a mandarmi a lavorare da un altro? 
Comunque dopo tre mesi che ho iniziato, sto bene. Infatti sono andato in ferie sereno. Così, tre mesi a sgobbo che tanto in giro c'è la nebbia, poi però la Nuova Zelanda davvero, eh? Sarà bassa stagione, vabbe', però le onde sono quelle belle belle. 
Chissà se stasera vengono anche i soci della band? Ussignur, due mesi che non gli ho riarrangiato il pezzo nuovo, ma dovevo lavorare. La chitarra sarà arrugginita, domani mattina controllo. Il video da caricare. E' che non riesco a trovare il ritmo dopo il primo foglio, mi chiedono il groove, ma insomma il prog.
Chiamava quel cliente scassaminchia, l'ho girato a Mario, sono cinquant'anni che è qui, lui li conosce e sa parlarci. La band. Dobbiamo trovarci prima o poi. Certo poi finire per suonare gli stessi pezzi sei volte perché quello col basso si dimentica la sua parte... 'sto album lo finiremo mai...
Ma la Nuova Zelanda, sì che sanno vivere: il mare, le onde, il cielo, la sabbia, il surf, basta con le regole, basta con il 'tu devi', ma che devi, puoi se vuoi.
Credo che andrò a vivere lì, via dalla noia, dalla gente, da questa vita di... va be', però stasera i soci sono arrivati tutti, laggiù chi mi porterei?
Perché poi settimana prossima Barcellona, poi fra due mesi visto Ryanair che pacco? Con la Emirates subito in Cambogia. Quattro giorni di differenza e mi salvo 2000 euro... La gita ai templi. E i bambini africani nella foto, gli piaceva il mio Ipad.
Lavoro, sempre lavoro. Anche oggi. E' sbagliato Excel. E io cosa c'entro? Che però è bello avere lo stipendio. Fa bene a fare l'accredito, poi coi soldi in mano non si sa mai, vanno via come niente. 
Così adesso ho capito come vanno le cose, se aspettavo quelli là col loro latino... Faccio il file, mi realizzo, sono cose utili. E quei cretini che hanno fatto Economia e adesso nel call center o a dare via i volantini. Perché a scuola vi serve quello che imparate, come no.  
Io ho imparato che tanto negli uffici tipo là dai promotori lavorano i paraculati, arrivano lì con le giacchette del primo giorno tutti tirati a fingere, ma la mamma è amica (amica!!) del capo, immagina che colloquio che avranno fatto con le risorse umane... ti va questo lavoro? Cosa ti aspetti? Come reagisci alle situazioni di tensione? Sai lavorare in équipe? Sì, ma tranquillo, tanto prendiamo te... bella la vita così, eh? Comodo, vero? Finisce che le conoscenze servono più del talento.
Vedi che io invece imparo qualcosa che serve? E' bastato darmi l'occasione e voilà! Se mancava giusto uno di spalla ai preventivi, perché Mario è lento col mouse e chiude le finestre prima di salvare. Ma sì, sono cose per giovani, poveretto. Ma se arrivava il laureato spocchioso, invece me mi conosce da sempre, accetta i miei consigli. No, davvero, fortuna che sono arrivato io qui in quest'ufficio. Cinque minuti e avevo già risolto quella cosa del modem: metti on e imposta la password. Erano là a guardarsi. E aspettavano me. 
Ma quanto tornerei volentieri a scuola da loro a dirgli: "Visto che ce l'ho fatta?". Adesso mi sono fatto una posizione con le mie forze e prendo anche casa. Bella l'idea della vecchia dell'appartamento della zia, non cambio neanche i mobili e il parquet facciamo a metà col vecchio.
Da solo. In casa mia. Quelli che mi dicevano che non sapevo neanche da che parte ero girato. Perché a stare sempre sui libri e a insegnare le cose inutili poi uno non vede più la realtà, che pena, peggio degli spazzini. 
E adesso gli sbatto in faccia una bella triennale in Scienze della comunicazione, come ci godo... fi', stasera festona al ristorante, poi la disco al piano di sotto, tutto pesce, il vecchio ha scelto bene. I tavoli da sei, voglio diecimila foto, le posto TUTTE così i professori del Liceo le vedono e capiscono, poveri, ecco come ci si crea una posizione senza la loro scuola. Ho fatto tutto da solo e senza latino. Bastava darmi tempo, mica loro che ogni settimana "sei pronto, oggi?", oh, bello, pago pure per venire in questa scuola per fare tre anni in uno, pronto cosa? Adesso hai visto? Un esame ogni sessione, ben fatto, studiato due ore al giorno finito il lavoro, anche se dopo sgobbo tutti i giorni dalle 10 alle 14 (e mezz'ora per il pranzo, va vaff...) a stampare bolle di accompagnamento certo è dura, ma insomma. Poi anche lì, dipende se uno è fissato con la perfezione: io, qualche 19, un paio di 20 e un 18 perché quello scritto di inglese, uffa, i test a completamento, fortuna che ho parlato e hanno sentito che ero stato in Inghilterra.
E però alla fine una bella tesina di 25 pagine sugli youtubers e basta. Quest'estate al lago se stavamo bene al ristorante e i vini bianchi, mi è venuto in mente Favij, ce l'ho la foto della catalana? 
Sono stato bravissimo, non ho neanche rinunciato ai tornei di softair, ed eccola lì, la foto sotto i Beatles ad Abbey Road, io con la chitarra sul letto, bella bella. Suonano? No.
E qui, ecco che devo ancora fotografare il biglietto dell'aereo... destinazione San Francisco, regalo di laurea. Beh, lo sgobbo viene riconosciuto, alla fine. 
Adesso suonano.
   

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